FSP Italia: Sr Natalina Pillolla

Nazione di nascita: Italia
+ 02/02/2010 Albano

ITAENGESP

verso le ore 13, nella comunità Giacomo Alberione di Albano, la Vergine Maria Regina degli Apostoli ha introdotto nella casa del Padre la nostra sorella

PILLOLLA REDENTA Sr NATALINA
nata a Pimentel (Cagliari) il 15 giugno 1919

Nell’ottobre 2007, a motivo di una salute molto fragile, Sr Natalina aveva lasciato Trieste per inserirsi nelle comunità dei Colli Albani. La sua salute destava alcune preoccupazioni soprattutto a livello circolatorio e sanguigno ma fino a ieri mattina ha voluto essere presente al funerale di Sr Alfonsina Mascolo. Nel suo cuore, da qualche tempo, vi era un desiderio appassionato del Paradiso e ripeteva sovente: “Lasciatemi andare…”. Si preparava al grande passo nella serenità e gioiosità, offrendo il contributo alla vita comunitaria, soprattutto nei momenti di preghiera. Ed è tanto significativo che la Provvidenza, nei suoi disegni eterni e impenetrabili, abbia pensato per il suo passaggio al premio eterno, proprio questo giorno nel quale contempliamo l’ingresso di Gesù al Tempio.

Entrò in Congregazione nella casa di Cagliari, il 13 agosto 1938. Visse il noviziato a Roma ed emise la professione nel Natale dell’anno 1942. Per questo venne chiamata “Natalina”.

Da giovane professa svolse l’apostolato della “propaganda” a Salerno e dopo un mandato di superiora ad Ascoli Piceno, riversò la pienezza del cuore dal bancone delle librerie di Mestre, Trapani, Crotone, Massa, Chiavari, Cremona. Era vivo in lei il desiderio della “missione ad gentes” e nel 1947 si era offerta per le nuove fondazioni. I suoi scritti traboccavano sempre di entusiasmo, di gioia, di riconoscenza per essere stata chiamata a una missione tanto grande e bella. E quando l’obbedienza le chiese di comunicare il Vangelo tra le pareti domestiche, nelle comunità di Savona, Roma Casa provinciale, Roma via Bosio, Brescia, Trieste, il suo fervore apostolico non venne meno. Anche nell’anzianità ha continuato ad accompagnare con la preghiera e tanto interesse il cammino della sua “cara e bella Congregazione”, come amava definirla. Voleva conoscere quanto si andava realizzando, ascoltava con viva partecipazione le comunicazioni delle sorelle mettendosi in prima fila per poter udire bene, data la difficoltà dell’udito. …