FSP Italia: + Sr Eugenia Maria Montersino

Carissimi,

il Signore ha nuovamente visitato Casa Madre. Alle ore 3 di questa notte, ha chiamato alla vita eterna, alla bella età di 101 anni e ottant’anni di professione religiosa, la nostra sorella

MONTERSINO CAMILLA sr EUGENIA MARIA
nata a Costigliole d’Asti (Asti) il 22 marzo 1919

Proveniva da una bella famiglia piemontese: i genitori, proprietari terreni, avevano lasciato in eredità ai figli una profonda vita cristiana e una grande laboriosità. Entrò in Congregazione il 25 gennaio 1931 nella casa di Alba, all’età di dodici anni. E proprio a motivo della giovane età, visse un lungo periodo di formazione nel quale apprese l’arte della brossura e della legatura. Nel novembre 1933, sperimentò il trasferimento da piazza San Paolo alla nuova casa “Divina Provvidenza”, ancora priva di vetri e di luce elettrica, che divenne la “Casa Madre” delle Figlie di San Paolo. Visitando quelle giovani paoline nella fatica di quelle giornate, il Fondatore le incoraggiava: «Non temete! Cercate in ogni cosa e con pieno cuore, nella vita e nell’apostolato, solo e sempre la gloria di Dio e il bene delle anime…  Il Signore farà Lui e vi porterà presto all’altezza della vostra missione».

Nel 1937, si recò a Novara e poi ad Alessandria per portare il vangelo in ogni famiglia. Visse a Roma il noviziato che concluse, con la prima professione, il 3 marzo 1940. Poiché alla professione veniva dato un nome nuovo, espresse il desiderio di chiamarsi Eugenia Maria: «Maria il nome della mamma defunta. Eugenia per riconoscenza a una zia che ha fatto tanto per noi, specialmente per la mamma ammalata».

Da giovane professa, visse nelle comunità di Pavia e Tortona impegnata soprattutto nell’apostolato librario. A Tortona, le sorelle abitavano in due stanze, nella soffitta del palazzo vescovile. La povertà si toccava con mano. Testimoniavano: «D’inverno il freddo era così intenso che lo stesso nostro fiato congelava sulle pareti e formava una specie di brina, che poi raschiavamo. La povertà vi regnava assoluta, assieme alla carità e all’unione dei cuori…». Dopo la professione perpetua, emessa ad Alba il 2 ottobre 1945, venne inviata ad Alessandria per un periodo di esperienza libraria, durato sedici anni. Nel 1962, iniziò a Rovigo il lungo percorso di superiorato, intervallato da brevi periodi nelle librerie. A pochi giorni dal suo arrivo a Rovigo, Maestra Tecla le offriva alcune indicazioni utili per quel ruolo: «Poco per volta vedrai bene le cose e ti incamminerai. Sì, prega e sta ad osservare senza nulla cambiare, poi in seguito il Signore ti ispirerà. So che è un peso, una croce, ma vi è pure la grazia di Dio che accompagna, abbi tanta fiducia in Lui e nella Madonna».

Al termine del mandato, sostò un anno a Livorno e venne poi inviata superiora a Lugano. Nel 1969, trascorse qualche tempo a Pavia e si rese quindi disponibile per il superiorato a Trento. Visse alcuni mesi a Treviso prima di essere nominata superiora a Cagliari. Ritornò poi a Treviso, pronta ad assumere nuovamente il servizio di autorità a Rovigo. Per quasi trent’anni risiedette poi nella comunità di Udine dove si dedicò, con la sua consueta precisione e rettitudine, a compiti amministrativi, all’attenzione ai clienti dalla cassa della libreria e a svolgere, con semplicità, i mille servizi di cui una casa ha sempre bisogno. Nell’anno 2010, a motivo dell’avanzare dell’età, venne trasferita ad Alba per l’ultima tappa della vita. In Casa Madre seppe rendersi ancora utile prima di essere accolta, quattro anni fa, nell’infermeria come ammalata. Accolse questo nuovo stato con docilità, umiltà e tanta serenità. La sua, è stata una lunga e bella vita paolina, ricca di fede e di eroismo, punteggiata da tante grazie e da un’apertura piena alla volontà del Padre. Centouno anni vissuti in un amore grande al Fondatore e a Maestra Tecla, nell’obbedienza alle loro direttive, in una costante crescita nell’amore.

In questi ultimi tempi la situazione fisica si è andata aggravando ma non a motivo del coronavirus. Ormai la sua persona era letteralmente consumata, pronta per essere condotta dolcemente, dal Pastore buono, ai pascoli della vita eterna. Con affetto.

sr Anna Maria Parenzan

Roma, 6 dicembre 2020.  


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