PDDM Italia: Sr. M. Bernardina Lingua

Nazione di nascita: Italia
+ 08/09/2023 Roma

Nella Festa della Natività di Maria Ss.ma, 8 settembre 2023, alle ore 18:00, nella Casa di Cura Aurelia Hospital a Roma, il Divin Maestro ha chiamato definitivamente a sé la nostra sorella

SR. M. BERNARDINA – VITTORIA LINGUA
nata il 25 Settembre 1944 a Marene (CN).

Battezzata nella Parrocchia della Natività della Beata Vergine Maria il 28 settembre 1944, cresce in una famiglia che già conosceva la Famiglia Paolina e in particolare le Pie Discepole. Due sorelle della sua mamma, Maria Chiavassa, sono già religiose e missionarie
da tempo: Sr. M. Onesima Chiavassa e Sr. M. Pia Chiavassa.
L’8 settembre 1964 entra in Congregazione ad Alba (CN), in Casa Madre, come aspirante e si dimostra subito una giovane generosa, mite e socievole, di buona intelligenza e con uno spiccato senso di responsabilità che si dona costantemente nei lavori più faticosi.
E nella domanda di ammissione alla Professione religiosa dichiara di sentirsi inclinata ai lavori che richiedono più abnegazione e fatica. Queste caratteristiche giovanili non l’abbandoneranno mai lungo la sua vita consacrata e le vivrà con una coerenza e serenità non comune.
Terminato il noviziato emette la Professione religiosa, il 25 marzo 1967 a Roma e la Professione Perpetua il 3 giugno 1973, a Marene (CN) nella Chiesa Parrocchiale in cui era stata battezzata e cresciuta nella vita cristiana.
Fin dai primi anni di vita religiosa viene avviata agli studi fino al conseguimento, nel 1971, del Diploma di Infermiera professionale presso il Policlinico “A. Gemelli” della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore – Roma. Continua la sua
formazione professionale e nel 1972 ottiene il Certificato di Abilitazione a funzioni direttive nell’Assistenza Infermiera presso la Scuola Convitto Professionale per Religiose infermiere dell’Ospedale S. Giuseppe Cottolengo a Torino. Nel 1974 ottiene l’Attestato di specializzazione in Fisioterapia presso l’Ospedale Maggiore di Milano quindi è inviata nella comunità di Sanfrè, dove può mettere a frutto, con umanità e dedizione le competenze acquisite. Dal 1974 al 1993 infatti, nella comunità, si distingue per la cura alle sorelle, lo spirito di preghiera e di sacrificio finalizzato a rendere meno pesanti le sofferenze fisiche e psichiche delle sorelle più fragili, aiutando ad affrontare anche il passaggio della morte in spirito pasquale, da autentiche discepole di Gesù Maestro. Ricordiamo che in questo periodo lei ha cura di Madre Scolastica Rivata, e l’accompagna nella malattia, nel lungo e purificante silenzio che la prepara alla morte. È testimone privilegiata dell’ultimo periodo della sua vita e ne raccoglie l’eredità di amore a Gesù Maestro, alla particolare vocazione di Pie discepole e alla Congregazione tutta.
Nell’agosto del 1993 è a Roma, in Casa regionale: accetta la nomina a consigliera regionale, servizio che svolge per due mandati con il proposito di favorire il governo regionale di un’attenzione particolare per le sorelle anziane e inferme che in Italia cominciano a crescere di numero. Nel 1999 è destinata ad Albano Laziale, nella comunità Divin Maestro, e continua a svolgere la sua mansione di infermiera caposala e di fisioterapista. A più riprese è consigliera locale o vicesuperiora, sempre instancabile nel reparto, giorno e notte, infondendo serenità e sicurezza a tutte: sorelle e personale di servizio.
Per la grande stima che ha saputo acquistarsi tra le sorelle, i medici, il personale sanitario con cui di volta in volta doveva relazionarsi era ricercata per un consiglio, un parere e soprattutto per il suo sorriso paziente che si alimentava nella preghiera di adorazione eucaristica giornaliera, a cui era particolarmente fedele. Non si risparmiava nel servizio di carità, instancabile nel dono di sé, fino a trascurare la sua salute.
In una recente conversazione con Sr. M. Paola Gasperini, superiora provinciale, le ha confidato che era grata al Signore per aver ricevuto da lui il dono di due vocazioni: «Una è la vocazione di Pia Discepola e l’altra la vocazione di essere infermiera, e di entrambe non mi stancherò mai», diceva.
Nella speranza di risolvere una grave valvulopatia mitralica ad aprile, subito dopo Pasqua, si è sottoposta ad un delicato e rischioso intervento chirurgico delle cui conseguenze era ben consapevole. Sapeva che non avrebbe più potuto ritornare in comunità ma
con coraggio e lucidità ha affrontato la sfida, affidandosi alla Provvidenza di Dio che sempre ha cura dei suoi figli. Sono stati questi per lei e per tutte noi, mesi di sofferenza e di preghiera corale e fiduciosa, chiedendo il dono della guarigione o perlomeno che potesse
uscire dal reparto di terapia intensiva, per concludere il suo pellegrinaggio terreno accompagnata, in comunità, dalle sorelle. La superiora provinciale e le sorelle che hanno avuto la possibilità di visitarla, nelle condizioni particolari richieste dal reparto, testimoniano la sua
lotta per la vita, l’abbandono fiducioso al progetto di Dio su di lei, diverso dal nostro, l’affidamento alle cure dei medici, ben consapevole del suo stato di salute estremamente fragile. Quando si poteva pregare insieme il Padre nostro, con voce flebile ma ferma, ripeteva
lucida: «sia fatta la Tua volontà», a volte anche tradendo l’emozione con una lacrima che scendeva lentamente sulla guancia. Siamo testimoni di una partecipazione piena e consapevole dell’adesione ad un progetto incomprensibile alla mente umana, ma coerente per la
sua vita di discepola di Gesù che ha percorso con il suo Maestro, fino in fondo, il cammino pasquale di sofferenza e morte per la Vita vera e abbondante.
La Beata Vergine Maria, nel giorno in cui abbiamo celebrato la sua Natività, le è venuta incontro e come Madre che ben ha conosciuto il patire sotto la Croce del Figlio l’ha presentata al Padre Dio come discepola autentica, conformata dalla carità al suo Figlio benedetto, nostro Maestro.
Sr. M. Bernardina, con l’olio della carità hai alimentato la lampada della tua vita e della nostra Congregazione e ti ringraziamo. Nella salute e nella malattia hai testimoniato a tutte che è possibile dare di più, ogni giorno, nelle piccole e grandi azioni a servizio della vita; dare instancabilmente e con il sorriso, senza cercare un tornaconto personale e senza sentirti eroina, ma solo perché discepola di Gesù. Continua a proteggere e a sostenere dal Paradiso le sorelle e i fratelli che ogni giorno affrontano fragilità e malattie e le persone che
si prendono cura di loro.


ITENES – FR