Carissimi,
il Signore continua a visitare le nostre case. Oggi, 16 giugno, alle ore 2,45 (ora locale) nella comunità “Regina Apostolorum” di Boston, ha chiamato a sé la nostra sorella
NEMER ADELE ROSE sr MARY AUGUSTINE
nata a Youngstown (Ohio, Stati Uniti) il 2 aprile 1939
Apparteneva a una famiglia molto unita, di origine libanese, dalla quale ha continuato a ricevere, fino all’ultimo giorno, tanto amore e sostegno. All’età di sedici anni, il 1° settembre 1955 entrava in congregazione a Derby (NY) e veniva presto trasferita a Boston per il tempo di formazione. Concluso l’anno di noviziato, il 30 giugno 1958, emetteva la prima professione. Da giovane professa, veniva provvidenzialmente chiamata a proseguire l’impegno nella tipografia acquisendo una notevole competenza nell’uso delle macchine da stampa. Dopo la professione perpetua, emessa nel 1963, aveva potuto svolgere l’apostolato itinerante in varie comunità: San Antonio, Oakland, New Orleans, Cincinnati, Honolulu (con le isole Samoa e Fiji), Philadelphia…
Nel 1984, mentre si trovava a San Antonio per dare seminari di catechesi e collaborare nella gestione della libreria, aveva avuto la graditissima sorpresa di essere scelta, dalla stessa sr Paola Cordero, come missionaria per l’Africa. Scriveva il 18 marzo 1984, alla superiora generale, sr Maria Cevolani: «Qualcosa di bello è successo… Mi hanno chiesto se volevo andare a Nairobi per aiutare a lavorare alle macchine da stampa. Ho risposto immediatamente di sì… è la risposta alle mie preghiere. Ho pregato tanto per questo ma non mi sentivo di chiedere di andare e mi sono messa nelle mani di Dio… Amo la mia vocazione paolina, amo l’apostolato in tutte le sue fasi: tecnica, libreria, propaganda e vorrei condividere la missione con le altre…».
Con tanta gioia nel cuore, nel 1985 sr M. Augustine partiva per Nairobi (Kenya) per avviare le giovani africane all’uso delle macchine da stampa e favorire la crescita delle Paulines Publications Africa. Si trasferiva poi a Kampala (Uganda) per prestare aiuto in libreria e nella pastorale vocazionale. Nel 1990, era nuovamente a Nairobi per assumere l’impegno dell’apostolato tecnico. Nel 2003, veniva nominata superiora della comunità di Kampala e a conclusione del triennio, rientrava a Nairobi per inserirsi nell’ambito editoriale offrendo un contributo instancabile alla pubblicazione della Bibbia africana. L’ottima conoscenza della lingua inglese le ha permesso di svolgere il minuzioso lavoro di correttrice di stile e di bozze mentre rallegrava i reparti con la sua bontà e l’immancabile sorriso. Contemporaneamente gestiva la complessa pratica presso gli uffici dell’immigrazione per i visti delle sorelle straniere, insegnava inglese, dava lezioni sulle costituzioni e sulla catechesi. Il suo impegno nella formazione e l’amore contagioso, hanno contribuito a preparare generazioni di giovani alla vita religiosa e alla missione paolina. Le sorelle africane riconoscevano in lei una sorella meravigliosa che con le sue storie, la sua saggezza, la sua presenza colma d’affetto, aveva reso gioioso e significativo il tempo di noviziato e aveva rafforzato il desiderio di proseguire il cammino nella vita paolina.
Negli ultimi anni della sua residenza africana, camminava faticosamente aiutandosi con un girello ma era sempre presente agli impegni comunitari. Non aveva esigenze particolari nonostante lo stato di salute precario ed era un vero modello per le giovani sorelle. Il suo volto sempre gioioso irradiava la presenza del Signore che riempiva la sua vita.
Amava tanto la vocazione paolina e ricordava, con commozione, i numerosi incontri avuti con Maestra Tecla negli Stati Uniti. Le piaceva ricordare che don Alberione e la Prima Maestra, in occasione della loro visita nella sua città natale, avevano avuto la possibilità di visitare il negozio di pulitura a secco dei genitori e il papà era riuscito a convincere il Fondatore a mettere a nuovo il suo abito, molto sgualcito.
Desiderava morire in Africa ma non voleva dare preoccupazioni eccessive e per questo, in seguito all’aggravarsi delle condizioni respiratorie e cardiache, nel 2019 rientrava a Boston e si inseriva nella comunità “Regina Apostolorum”, insieme ad altre sorelle ammalate. Ma non ha mai smesso di pensare e di lavorare per l’Africa. Grazie alla generosità di amici e benefattori, provvedeva regolarmente all’invio di offerte per le messe e forniva ai sacerdoti e seminaristi, libri, immagini, rosari e altre risorse trasformando la sua camera da letto in un magazzino missionario improvvisato, da cui partivano regolarmente pacchi pieni di libri.
Circa dieci giorni fa, sr M. Augustine è stata ricoverata in ospedale a causa di una crescente difficoltà respiratoria. Quando i medici le hanno spiegato che le sue condizioni erano piuttosto gravi e che il tempo sulla terra volgeva al termine, ha espresso il forte desiderio di tornare in comunità per essere accompagnata dalle sorelle e dal personale infermieristico. È tornata a casa la sera del 15 giugno e dopo poche ore il Padre della Vita l’ha chiamata alla Vita che non ha fine.
Affidiamo a questa cara sorella che ora vive in Dio, la missione paolina in Africa e le giovani africane perché sul suo esempio possano irradiare bontà, amore, benevolenza, perdono.
Con affetto.
sr Anna Maria Parenzan
Roma, 16 giugno 2026








