FSP Giappone: Sr M. Elena Fukahori

Nazione di nascita: Giappone
+ 02/04/2026 “San Akasaka” di Tokyo

Carissimi,

oggi, 2 aprile, alle ore 5,30 (ora locale), presso la struttura per anziani “San Akasaka” di Tokyo, il Padre misericordioso ha chiamato nel suo regno di pace la nostra sorella

FUKAHORI CHIYOKO sr MARIA ELENA
nata a Nagasaki (Giappone) il 13 aprile 1923

Educata in una famiglia profondamente cristiana, mentre insegnava biologia in un liceo di Nagasaki, visse l’immane tragedia della bomba atomica. Si salvò, insieme agli studenti, nascondendosi sotto un grande tavolo di metallo. Raccontava che quando riemersero, la casa dove si trovavano era scomparsa. Non ci fu il tempo neanche per piangere… attorno a loro c’era solo distruzione e morte. La madre e due fratelli persero la vita mentre un’altra sorella venne contaminata dalle radiazioni.

Sr M. Elena confidava: «Avendo perso tutto a causa della bomba atomica, pensai: “Non posso più credere in Dio”, e così lasciai Nagasaki e giunsi a Tokyo per fuggire da Lui». Nell’ufficio dove lavorava, incontrò sr M. Vincenza Prestofilippo, una delle paoline giunte da poco in Giappone, e accolse l’invito a visitare la loro casa. Fu per lei come un colpo di fulmine che non poté più dimenticare: «Vidi un gruppo di missionarie che, in una cultura diversa e senza conoscere bene la lingua giapponese, aprivano la piccola casa ai bambini e alla gente del luogo, dedicandosi con zelo all’evangelizzazione. Fui sorpresa dalla loro allegria e dal senso di novità che si respirava, erano tanto diverse dall’immagine delle suore che mi ero formata. Mi convertii completamente e sentii una forte spinta all’evangelizzazione».

Entrò in congregazione nella casa di Tokyo, il 20 maggio 1950, insieme a sr Tecla Mitake e fin dall’inizio diede un apporto qualificato alla crescita della comunità prestando aiuto specialmente in ambito linguistico. L’anno precedente, il Fondatore e M. Tecla erano giunti in Giappone e avevano ottenuto l’autorizzazione per svolgere l’apostolato itinerante. E anche lei, con tanta fede ed entusiasmo, imparò a visitare le famiglie portando la Parola di Dio. Nella storia della provincia, redatta per grande parte da sr M. Elena, riguardo a quegli anni si legge: «Le aspiranti, mosse dall’ardente zelo missionario delle suore, spinte dall’amore di Cristo ad annunciare il Vangelo al popolo giapponese, crescevano nella convinzione di essere chiamate ad annunciare il vangelo proprio al loro popolo».

Con questa profonda certezza, il 30 giugno 1954 emetteva a Tokyo la prima professione. A Fukuoka, Nagoya, Osaka, continuò a dedicarsi alla visita nelle famiglie e alla libreria. Per alcuni anni fu pure assistente di formazione, a Tokyo. Nel 1964 giunse in Italia per perfezionare la formazione apostolica, specialmente in ambito redazionale e radiofonico. Coglieva ogni occasione per rilasciare interviste e testimoniare la forza e l’urgenza della pace, combattendo l’uso dell’atomica. Confidava: «A noi pochi superstiti, il male atomico è rimasto dentro».

Al rientro in Giappone diede un significativo contributo alla redazione e alla direzione della rivista Akebono (L’alba), Nel 1976 ebbe la possibilità di partecipare, a Manila, al corso organizzato dall’East Asian Pastoral Institute (EAPI), che aveva l’obiettivo di organizzare il Centro di ricerca catechetica, che puntava sulla formazione alla fede dei bambini e degli adulti, preparava manuali per gli insegnanti, quaderni attivi e materiali audiovisivi. Su richiesta dell’arcidiocesi di Tokyo, assunse anche la responsabilità operativa della pubblicazione della rivista per i catechisti.

Nel 1990 le venne affidato l’incarico di approfondire la storia della fondazione giapponese anche in vista del 50.mo anniversario di apertura della prima casa, un lavoro di ricostruzione storica molto impegnativo e ricco di sfide ma che ancor oggi assume un significato importante per tutta la provincia.  Fu ancora superiora a Hiroshima e impegnata in lavori redazionali mentre si trovava nella comunità di Sendai.

In seguito alla frattura del femore, nell’anno 2023, venne accolta nella struttura assistenziale dove ha trascorso un tempo molto sereno. Nel corso del suo soggiorno in Italia, a un giornalista che le chiedeva se fosse riuscita a dimenticare l’orrore di Nagasaki, rispondeva: «No, ma sono riuscita a perdonare».

In questo giovedì santo imploriamo, insieme a questa cara sorella, il dono del perdono perché i governanti accolgano la supplica di Papa Leone a tornare al tavolo del dialogo, perché la pace di Cristo risorto continui ad attraversare porte e barriere con le voci e i volti dei suoi testimoni.

Con affetto.

sr Anna Maria Parenzan 

Roma, 2 aprile 2026


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