PDDM Italia: Sr. M. Ines Erbì

Nazione di nascita: Italia
+ 18/09/2026 Roma

Carissime Sorelle,
venerdì 18 settembre 2026, presso l’Ospedale San Camillo Forlanini, Roma (Italia), alle ore 06:50, Gesù Maestro Divino ha chiamato definitivamente a sé la nostra sorella

SR. M. INES – AGNESE ERBÌ
nata il 9 maggio 1941 a Baressa – Oristano (Italia)

Secondogenita di nove figli, il 13 maggio riceve il Battesimo nella Parrocchia S. Giorgio martire. Il 12 agosto 1956, adolescente, lascia la famiglia ed entra in Congregazione ad Alba dove, iniziata alla vita religiosa paolina, compie il suo percorso formativo. Al termine del noviziato emette la Professione religiosa a Roma il 25 marzo 1959, nella solennità dell’Annunciazione del Signore. Cinque anni più tardi,
al termine dello juniorato emette la Professione perpetua, sempre a Roma: è il 25 marzo 1964 nel periodo del Concilio Vaticano II e del rinnovamento della vita religiosa.
Sr. M. Ines si distingue per il suo zelo missionario, forgiato fin dai primi anni della sua consacrazione a Dio. Durante il periodo dei voti temporanei, nel 1961, è inviata a Lisbona in Portogallo dove, per un breve periodo, si dedica al servizio della comunità come cuoca. Rientrata a Roma, per un anno (1963), è impegnata presso i Souvenir in Vaticano, un punto di incontro tra fede, preghiera, arte e memoria degli apostoli. Qui respira il profondo senso dell’universalità della Chiesa cattolica e dilata l’orizzonte missionario verso confini inesplorati.
Ha la gioia di accogliere il dono di un fratello sacerdote e di una sorella, Teresina,Sr. M. Flavianna, Pia Discepola. Sostiene il loro percorso vocazionale con la preghiera, la testimonianza e la parola saggia ed essenziale.
Emessa la Professione perpetua è destinata alla giovane fondazione in Africa: l’attende la missione in Zaire, l’attuale Repubblica Democratica del Congo; è inviata a Lubumbashi, dove la comunità della SSP e una comunità Divin Maestro già sono “vive e operanti”. La sua tenacia di carattere e la sobrietà dello stile di vita, appreso in famiglia e ora educato dalla professione dei consigli evangelici, le permettono di affrontare situazioni complesse e delicate nella missione e nella vita comunitaria.
È a Lubumbashi e poi a Kinshasa, in diverse riprese. Qui vive il periodo critico dell’indipendenza del Paese dalla dominazione straniera e vede la nascita della Repubblica Democratica del Congo. Percepisce, come missionaria italiana, il dramma umano e sociale che comporta il riscatto nazionale. Per lei è il tempo di una più trasparente testimonianza di servizio e di prossimità, lasciando da parte privilegi di stato e di colore della pelle. Così scrive a Madre Lucia Ricci: «Stiamo vivendo la storia dello Zaire, con l’indipendenza economica indetta qualche mese fa dal Presidente, e anche a noi è chiesto di vivere e operare in spirito di servizio alla nazione e alla diocesi. (…) Forse ora siamo più missionari autentici di prima e ci è data l’occasione pratica di spogliarci dell’io d’essere bianchi per servire e non per dominare. Speriamo che noi bianchi saremo capaci di aiutarli a prendere le loro responsabilità» (Lubumbashi, 03.02.1972).
Questo stesso spirito missionario e pastorale, che testimonia un realistico amore alla popolazione e al popolo di Dio è manifesto molti anni più tardi in uno scritto indirizzato alla superiora generale da Nogent sur Marne (Francia): «Viviamo il mistero di Dio con umiltà, fede e speranza. Adoriamo i suoi disegni in questo esodo datoci da vivere in terra francese. Stiamo attente con tutta la Chiesa nazionale a quanto Dio vuole dirci in questa fusione di nuove culture che si intrecciano in una società laicista, che mette alla pari tutte le religioni e le sette. Nonostante questo c’è dalla parte dei Vescovi la volontà di infondere uno spirito nuovo di audacia a quanti li vogliono ascoltare: sacerdoti, religiosi e fedeli. Diamo fiducia a questo sforzo, collaboriamo, preghiamo» (Nogent sur Marne, 12.03.2001).
Negli anni ricopre anche incarichi di governo locale e di governo di Delegazione, come consigliera o vicaria, sia in Repubblica Democratica del Congo che in Francia: è ricordata come una donna di Dio, retta e amante della vocazione particolare della Pia Discepola.
Dal 1986 alla fine del 2019 è missionaria in Francia (Nice e Nogent sur Marne), servendo e amando Gesù Maestro, ricoprendo diverse mansioni. È disponibile a diversi servizi, là dov’è necessaria la sua presenza, sia in casa che al Centro di Apostolato Liturgico: cuoca, autista, centrista, nel laboratorio di cucito o alla reception della Casa sacerdotale Les Cèdres. È in questo periodo che le viene diagnosticato un tumore mammario, per il quale affronta con coraggio e speranza l’intervento chirurgico e le terapie necessarie, a più riprese.
Quando a dicembre del 2019 viene trasferita a Roma, nella comunità Beato Timoteo, si consegna ad un volere che, nell’obbedienza, le prospetta un modo nuovo di essere missionaria: dilatare il cuore nella preghiera e nell’offerta, pur restringendo gli spazi geografici. Si inserisce bene nella nuova comunità e partecipa attivamente, secondo le sue possibilità. Alcuni giorni fa, a seguito della frattura del femore, è stata ricoverata all’ospedale per essere sottoposta all’intervento chirurgico: purtroppo analisi approfondite hanno evidenziato metastasi diffuse e condizioni respiratorie e cardiache molto critiche. Così, per arresto cardiaco, si è spenta terminando il suo pellegrinaggio terreno.
Accogliamo come sapiente eredità quanto confida scrivendo alla Superiora generale: «Il Signore non ha fretta, il suo Spirito lavora le persone con grande libertà, con pazienza e grande rispetto. L’esperienza mi ha insegnato la prudenza. Non è stato facile per me il viaggio in salita, in mezzo alla tormenta delle difficoltà, delle incomprensioni, della non accettazione ecc… ecc. in questi duri anni di esperienza apostolica in Francia. L’Africa mi ha forgiato nella lotta, nella prova. Il Signore e il suo Spirito mi hanno sostenuta. (…) Tutto è grazia, e tutto è guidato dal Suo Spirito che soffia dove vuole e quando vuole». (11.07.2010).
Sr. M. Ines ha concluso il suo viaggio terreno mentre è in corso l’Assemblea programmatica delle superiore locali in Italia e le comunità della Provincia sono in attesa della visita canonica da parte del Governo generale: due eventi istituzionali importanti per i quali invochiamo lo Spirito di Dio. Lei, che ha vissuto con un ampio respiro missionario ed europeo ci accompagni, dal cuore di Dio dove ora riposa, affinché si mantenga vivo l’amore alla vocazione e alla missione paolina.


IT – EN – ES – FR