Carissimi,
ieri sera, 27 gennaio, alle ore 23, nella comunità di Alba è stata chiamata a contemplare per sempre il volto del Padre, la nostra sorella
EPIFANIA VINCENZA sr MARIA VINCENZINA
nata a Matera il 3 marzo 1933
Un’altra missionaria che splende come fiaccola nella chiesa di Dio e nella Famiglia Paolina. Una sorella che ha contribuito alla fondazione e allo sviluppo apostolico della presenza paolina in Congo essendo giunta nella capitale dell’ex Zaire, Kinshasa, subito dopo l’arrivo delle due fondatrici, sr Basilia Bianco e sr Giuseppa Panarello. Una sorella che ha donato alla missione cinquantaquattro anni di vita, fino a quando, già anziana, ha accolto con disponibilità e amore l’inserimento in Casa Madre. Una sua testimonianza ne delinea bene la fisionomia:
«I miei ricordi dei primi anni sono ancora vivi. La gioia di iniziare da Betlemme. La presenza del Signore e il suo aiuto in molte circostanze. La gioia del popolo congolese quando andavamo a visitare le loro case per la diffusione della Parola di Dio, anche contro la volontà dei Padri Scheuts che non volevano che noi andassimo in propaganda! Ricordo la bellezza di una domenica pomeriggio: ero nel giardino con le sorelle dopo la celebrazione dei Vespri. Un signore arrivò correndo, quasi senza fiato e ci disse: “Sorelle, per favore vendetemi il Vangelo. Io so che avete visitato la mia casa, ma io non c’ero. Per favore, datemi una copia…”. Ancora rivedo quell’uomo che correva, assetato della Parola di Dio!».
Sr Enzina, come da tutti veniva chiamata, era entrata in congregazione il 30 marzo 1949, nella casa di Roma. Dopo alcuni anni di formazione e l’esperienza apostolica a Crema, aveva vissuto a Roma il noviziato, concluso con l’emissione della prima professione, il 19 marzo 1952. Nel tempo della professione temporanea, aveva appreso, ad Alba e a Roma, l’arte tipografica e a Milano, aveva potuto sperimentare la missione itinerante. Il 19 marzo 1957 emetteva, a Roma la professione perpetua e nella solennità dell’Epifania dell’anno 1958 (che lei considerava suo onomastico), M. Tecla esaudiva il desiderio che portava nascosto nel cuore, di essere missionaria in Africa.
Il sogno si realizzò alcuni mesi più tardi, il 5 agosto del medesimo anno, quando giungeva in Congo insieme a sr Elisea Scarpa. Spese i primi quindici anni nella tipografia della Società San Paolo, impegnata alla linotype e incamminando all’arte tipografia i giovani candidati. Lei stessa ricordava che il lavoro era molto. In quel tempo venivano stampati due giornali settimanali, due quindicinali, tre mensili oltre alle molte ristampe del vangelo e di altre edizioni, con tirature altissime, per rispondere alla sete di Dio del popolo. Ma sr Enzina non si chiudeva nella tipografia, coglieva ogni occasione per andare tra la gente e inoltrarsi anche nella foresta per diffondere il vangelo. Comunicava con gioia, nel 1963: «Questa è l’ora dell’Africa… in occasione della visita alle parrocchie, la gente ci assale per l’acquisto di libri».
Nel 1969 visse la sofferenza per la soppressione della rivista della Società San Paolo Afrique Chrétienne. La tipografia venne chiusa e lei proseguì l’impegno accompagnando i lavoratori laici della legatoria della Società San Paolo.
Nel 1975, dopo alcuni mesi spesi nella libreria di Lubumbashi, fu la prima superiora della comunità di Kisangani, aperta proprio in quell’anno, nel mezzo della foresta equatoriale. Ma ben presto dovette rientrare a Kinshasa per assumere il compito di superiora delegata e locale. Allo scadere del mandato, svolse per altri sei anni il servizio di superiora a Kisangani e dal 1986, a Kinshasa, si pose a servizio delle sorelle specialmente come economa di delegazione (per cinque mandati non consecutivi) ma anche come consigliera per l’ambito dell’apostolato e vice delegata.
Proprio in quegli anni, diede un grande impulso alle librerie parrocchiali per lanciare l’evangelizzazione, la promozione umana, la riconciliazione tra il popolo, preparando adeguatamente i responsabili.
La sua dolcezza e amabilità, la saggezza e delicatezza, conquistavano tutti. Aveva un animo gentile, molto sensibile e una bella capacità di esprimere in versi il vissuto della comunità. Sono rimasti memorabili i Te Deum, gli inni di ringraziamento che innalzava alla fine di ogni anno benedicendo la Trinità per ogni avvenimento lieto o triste e anche per il dono di attraversare insieme al popolo, i periodi bui della guerra e tempi luminosi della pace. Il suo cuore era colmo di ricordi e avvertiva la responsabilità di metterli per iscritto per trasmettere la storia delle abbondanti ricchezze vissute dalla delegazione congolese.
Nell’anno 2012, la situazione di salute suggerì il rientro in Italia, nella comunità di Alba. Scriveva: «Ad Alba mi trovo davvero bene e ho ripreso i miei piccoli servizi, dando una mano in cucina, sbucciando le mele, in lavanderia, piegando la biancheria e in biblioteca, mettendo ordine… Naturalmente la preghiera è abbondate, al primo posto. In Africa ho preso l’abitudine di alzarmi alle 4,30 per preparare colazione alle sorelle e agli operai; qui, alla stessa ora, non faccio più opere di misericordia corporali, ma spirituali».
Da alcuni anni la salute si andava deteriorando anche a causa della rottura del femore che aveva aggravato la deambulazione costringendola a letto. Nelle ultime ore, per una difficile situazione influenzale, è improvvisamente peggiorata cadendo in un sonno profondo dal quale non si è più risvegliata.
A sr Enzina che già canta le lodi di Dio nella liturgia eterna del cielo, affidiamo le necessità della delegazione congolese che ha molto amato e le giovani in ricerca vocazionale perché, sul suo esempio, abbiano il coraggio di rischiare la vita per il vangelo.
Con affetto.
sr Anna Maria Parenzan
Roma, 28 gennaio 2026







