Carissime Sorelle,
lunedì, 30 giugno 2026, nella Festa di San Paolo Apostolo, dalla Comunità Beato Timoteo (Roma – Italia), alle 21:25, Gesù Maestro ha chiamato definitivamente a sé la nostra sorella
SR. M. FLORES – LUCIA MARIA TIBALDI
nata il 17 maggio 1922 a Pocapaglia – CN (Italia).
Battezzata il giorno successivo alla nascita, Lucia cresce in una famiglia numerosa composta dai genitori, Nicola e Maria Messa, generosi benefattori paolini, e undici figli. Cresce a con-tatto con la testimonianza dell’opera nascente di Don Alberione: tramite la zia materna, Sr. M. Agostina Messa († 31.12.1972), conosce la vita e la missione paolina che vive in Alba l’ardore degli inizi.
Presentata direttamente a Don Alberione, dal parroco Don Luigi Colonio, Lucia – adolescente – entra al Divin Maestro, ad Alba, il 15 settembre 1934. Sono anni di fervore vocazionale e di generosa risposta alla vocazione paolina che in forma moderna si propone di dare il suo contributo all’evangelizzazione.
Al termine del regolare noviziato emette la Professione religiosa il 6 aprile 1942 nella cappella di Casa Madre ad Alba e riceve il nome di Sr. M. Flores a ricordo della Madonna dei fiori il cui noto Santuario, in Bra, è molto caro alla Famiglia Paolina.
Il 24 maggio 1947 emetterà la Professione perpetua nella cappella di Casa Madre, in Alba.
Valorizzando le sue doti artistiche fin dai primi passi della vita religiosa viene indirizzata al Laboratorio di pittura e viene curata la sua formazione tecnica presso il Liceo Artistico della Scuola Beato Angelico a Milano (1945 – 1947).
Conosce la vita missionaria oltralpe: è inviata in Portogallo a Camarate dal 1959 al 1961 e, in seguito (1963 – 1964) a Nogent sur Marne in Francia.
Nella sua lunga vita religiosa, Sr. M. Flores è ricordata principalmente per due aspetti: le doti artistiche per il disegno, la miniatura e l’arte figurativa e l’impegno vocazionale verso le gio-vani che, da diverse regioni italiane, seguite dalla sua cordialità affabile e stile paolino, por-tavano a maturazione la decisione di lasciare la famiglia per entrare tra le Pie Discepole del Divin Maestro. Instancabile e generosa è stata una attiva promotrice vocazionale per numerose sorelle.
Così come per lungo tempo si è dedicata all’arte creando disegni per il ricamo e biglietti augurali, con versetti biblici, tradotti anche in diverse lingue e diffusi dall’Apostolato Liturgico e dalle Librerie paoline o editrici cattoliche. Il suo stile è inconfondibile e testimonia certamente anche la sua sensibilità d’animo e la bellezza nella cura del dettaglio, armonizzando colori e forme.
Amava la vita, la natura e l’armonia degli elementi che sapeva comporre con delicatezza, lasciando trasparire anche il suo sguardo interiore.
Amava la vocazione della Pia Discepola, il suo diretto contatto con il Mistero Eucaristico – celebrato e adorato quotidianamente – l’attenzione alle persone in particolare ai presbiteri che in diverse occasioni ha avuto modo di incontrare sostenendo la vocazione con la preghiera e la carità.
Ha frequentato con successo la Scuola di Archivista in Vaticano (1973 – 1975) acquisendo anche le competenze proprie per la cura degli Archivi della Congregazione e della Biblioteca. Affidabile autista, molte volte ha accettato trasferimenti in diverse comunità italiane, proprio nella consapevolezza che anche questo servizio alla comunità era missione da svolgere con intento paolino, nell’attenzione alle persone e alle consorelle, anche le più fragili.
Il dono di una lunga vita le ha permesso di sperimentare le cure delle sorelle e del personale sanitario che presta servizio nella comunità Beato Timoteo. Infatti, come oro nel crogiuolo, il Signore della vita ci purifica e ci rende sempre più preziosi, ai suoi occhi e al suo cuore.
E immaginiamo che, Sr. M. Flores, al termine del suo lungo pellegrinaggio terreno sia stata accolta dall’Apostolo Paolo, fondatore della Famiglia Paolina e maestro di vita: «come sempre, anche ora Cristo sarà glorificato nel mio corpo, sia che io viva sia che io muoia. Per me infatti il vivere è Cristo e il morire un guadagno». (Fil 1, 20b – 21).
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