Carissime Sorelle,
mercoledì, 7 gennaio 2026, alle 8:20, nella comunità Divin Maestro in Albano Laziale (Roma – Italia), il Signore della vita ha chiamato definitivamente a sé la nostra sorella
SR. M. BRUNA – GIOVANNA RIZZO
nata il 31 luglio 1931 a Milano (Italia).
Secondogenita di tre figli, il 15 agosto 1931 riceve il Battesimo nella sua parrocchia, la Basilica di S. Eufemia a Milano. In ricordo della nonna paterna, viene chiamata Giovanna. Ancora bambina conosce il dolore della perdita della mamma e viene affidata alla cura delle suore in un collegio ma, dopo un breve periodo, ritorna a casa accolta dal papà e dai suoi due fratelli. Durante la seconda guerra mondiale (1940 – 1945) per sopravvivere la famiglia si rifugia in montagna. Tornata la pace rientrano a Milano in un piccolo appartamento situato vicino alla comunità delle Pie Discepole del Divin Maestro. Comincia a frequentarle e rimane colpita dal loro stile di vita caratterizzato dalla semplicità, pazienza e zelo apostolico.
Così avvertendo che il Signore la chiama ad una consacrazione totale a lui, affascinata ma resistente, passano alcuni anni, come lei racconta: «lottando tra il sì e il no».
Durante l’Anno Santo, il 1° novembre 1950, nella festa di Tutti i Santi, accompagnata da Sr. Cormariae Brugiolo, con altre giovani partono da Milano e raggiungono, in treno, Alba per fare ingresso tra le aspiranti in Casa Madre. Terminato il noviziato, il 25 marzo 1953, emette la professione religiosa ad Alba, in Casa Madre, e il 25 marzo 1958 emette la professione perpetua a Roma, nella comunità Regina degli Apostoli.
Il 21 ottobre 1958 consegue il diploma di Magistero in Scienze Sacre al Pontificio Istituto “Regina Mundi” discutendo una tesi dal titolo «Gesù Maestro» avendo come relatore il Prof. Romano Penna, biblista.
Successivamente inizia la sua missione in America Latina: parte per San Paolo (Brasile) dove per due anni (1958 – 1960) è incaricata della formazione delle postulanti. Quindi è inviata in Argentina. A Cordoba e a Buenos Aires, dal 1960 al 1968, sarà maestra delle novizie e supe-riora locale. Come maestra delle novizie andrà a Città del Messico (1970 – 1972), quindi ri-torna a Buenos Aires (1972 – 1978) come superiora regionale e superiora locale.
Disponibile riparte per il Messico dove riceve la nomina di superiora regionale: responsabilità che assume dal 1978 al 1981.
Rientra in Italia per alcuni anni per prestare il suo servizio come superiora locale della Casa di preghiera a Camaldoli (1981 – 1983) e nella Comunità San Pietro in Vaticano (1983 – 1986).
Grazie al suo zelante spirito missionario riparte per l’oltreoceano: questa volta è destinata in Venezuela dove rimarrà dal 1986 al 2018 assumendo diversi incarichi e servizi nelle piccole comunità di Caracas DM, Caracas Casa Sacerdotale, Barquisimeto CML: superiora di Delegazione, consigliera e segretaria di Delegazione, formatrice delle professe di voti temporanei.
È ricordata da tutte come una sorella cordiale e serena, grata per il dono della vita e della vocazione missionaria. Ha affrontato con silenziosità e spirito di fede le incomprensioni e le delusioni senza perdere la sua semplicità e amorevolezza. Sorella cara e affidabile per tutti anche per i sacerdoti della casa sacerdotale diocesana, a Caracas, dove le Pie Discepole hanno trascorso alcuni anni nella cura dei presbiteri anziani e fragili.
Coloro che sono state con lei come giovani in formazione ricordano il suo stile di vita che scaturiva dall’intimità con Gesù Maestro coltivata nell’adorazione eucaristica e nella preghiera liturgica. Era formatrice anzitutto con l’esempio della vita: una sorella chiara e precisa, molto attenta alle persone, capace di convivenza umana e spirituale integrate, cordiale e serena. Sapeva essere comica e giocosa con le giovani e con le sorelle, di quell’umorismo che dona leggerezza alle giornate e scaturisce dalla consapevolezza di essere amata da Dio, anzitutto e soprattutto.
Era una persona molto positiva, attenta e delicata: quando, per il suo ruolo di formatrice o di superiora, doveva fare delle osservazioni di tipo personale alle sorelle, non le esponeva davanti agli altri ma le prendeva in disparte e sapeva correggere fraternamente nella verità e delicatezza.
Rientrata in Italia, per essere avvicinata alla famiglia, è inviata a Cinisello Balsamo nella comunità Divin Maestro. Ma poi si rende necessario il trasferimento ad Albano Laziale (RM) dove la struttura di assistenza sanitaria è più adatta alle sue condizioni di salute divenute sempre più precarie. Anche così non perde la sua serenità. Le sorelle della comunità la ricordano: «Dolce, buona sempre sorridente, ringraziava continuamente. Era simpaticamente servizievole: se vedeva una persona ferma in piedi andava a prendere la sedia per farla sedere…
Per lei la vita era bella anche per il semplice fatto di guardarsi attorno. Ha edificato tanto grazie al suo modo di stare con le altre; voleva bene a tutte, non ha mai fatto distinzioni per nessuno… Quando qualcuna perdeva la pazienza con lei ne soffriva e mi chiedeva: “perché mi tratta così?”. Per lei la carità era tutto».
E ora questa cara sorella, termina il suo pellegrinaggio terreno, mentre la Congregazione e il mondo vivono eventi importanti: la chiusura della comunità San Pietro in Vaticano, di cui lei ha fatto parte e soprattutto la drammatica situazione in Venezuela, popolo che lei ha amato e comunità paoline in cui è vissuta servendo e amando Gesù Maestro, via, verità e vita per l’avvento del Regno di Dio.
A te, Sr. M. Bruna, che ora godi dell’abbraccio di Dio affidiamo in modo particolare queste realtà: continua ad essere sorella e madre nella protezione e nell’intercessione, come hai fatto sempre giorno dopo giorno.
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